Punti d'interesse

Magredi a Vivaro

I Magredi “terre magre” sono un ambiente naturale unico costituito dai greti dei torrenti Cellina e Meduna e dai terreni circostanti. Un tempo beni comunali (Magredats, Comunai, Rams), utilizzati in gran parte per lo sfalcio e il pascolo, tra il 1956 e il 1964 sono stati espropriati e destinati a un'attività che tuttora contraddistingue il territorio dei Magredi: le esercitazioni militari. Oggi costituiscono uno dei 4 Siti di Importanza Comunitaria riconosciuti all'interno della Zona di Protezione Speciale individuata ai sensi della Direttiva “Uccelli”. Sono caratterizzati da una sterminata distesa di sassi bianchi ricoperti da una bassa vegetazione di tipo steppico con una notevole ricchezza di piante e animali. Il cuore del magredo è il greto, sul cui suolo ghiaioso, l'acqua penetra rapidamente tra i sassi, lasciando un terreno privo di acque superficiali e di sostanze nutritive. Camminando fra le ghiaie e le pietre tondeggianti mosse periodicamente dalle acque in piena del torrenti Cellina, si incontrano sporadiche specie “pioniere”, colonizzatrici degli ambienti più ostili. Tipiche piante del greto, oltre a muschi e licheni, sono la vedovella celeste, il ginestrino e la violaciocca alpina. Allontanandosi dall’alveo si incontra un suolo dall’aspetto arido, dove le ghiaie sono state imbrigliate e parzialmente modificate dall’azione delle piante pioniere: il magredo primitivo. Su questo suolo si possono incontrare con più facilità: il camedrio alpino, il timo, il giunco nero, l’erica. Il magredo primitivo degrada verso quello evoluto: le piante ricoprono in modo continuo il terreno formando estese praterie che l’uomo da sempre utilizza per il pascolo delle greggi o per lo sfalcio, uno (unico) all’anno. In mezzo ad esse si nascondono però molte altre specie della flora spontanea, tanto numerose e varie da rendere tali formazioni veri e propri prati stabili, terreni cioè che non hanno mai subito dissodamenti e che sono protetti dalla Legge regionale n. 9 del 2005. Fra le piante che colpiscono per la bellezza delle loro forme e dei loro colori ci sono le orchidee, l’avena altissima, la cresta di gallo, la crambe tataria e il lino delle fate.

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Villa Cigolotti

Villa Cigolotti è un complesso edilizio composto da un corpo dominicale settecentesco, con il contiguo edificio longitudinale, “la barchessa”, da un ulteriore edificio rurale staccato e costruito lungo la via Armentaressa, “annesso”, e da un parco che avvolge gli edifici. Di particolare pregio alcune stanze: al piano terra, la sala con camino di marmo rosso Asiago impreziosita da affreschi decorati con polveri d’oro, anticamente nota come la “stanza dei conti” ed il salone centrale decorato con stucchi a motivi floreali e mistilinei. Al primo piano, la camera della contessa caratterizzata dall’alcova con corridoio segreto.


Le pavimentazioni, d’altrettanto pregio, rappresentano decorazioni e disegni con girali floreali o disegni geometrici che incorniciano temi mitologici e allegorici. I lavori per la costruzione di Villa Cigolotti cominciarono nel 1740, quando la nobile famiglia dei Conti Cigolotti, occupata nell’approvvigionamento del legname per conto della Repubblica di Venezia, necessitò di una dimora stabile nel Friuli Occidentale. Inizialmente infatti la Villa veniva usata solo come casa di villeggiatura. La famiglia Cigolotti vi abitò sino alla metà del ‘800 quando vendette la Villa. Da quel momento diventò proprietà di diverse famiglie locali, sino a quando nel 1996, fu acquistata da un privato che ne avviò il processo di restauro, sotto la supervisione della sezione regionale del Ministero dei Beni Culturali.  Oggi Villa Cigolotti, interamente restaurata e ritornata al suo antico splendore, è adibita a struttura ricettiva per i servizi di ospitalità.

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Osservatorio sui Magredi

L’osservatorio della flora e della fauna dei magredi si trova presso il “laghetto dei pescatori”; nato da un progetto di didattica situata, accoglie materiali didattici che illustrano e raccontano il territorio unico dei Magredi, attraverso un notevole patrimonio che viene messo a disposizione di quanti vogliono avvicinarsi a questo ambiente. Il Centro permette di scoprire e imparare “facendo” attraverso diverse modalità: con pannelli e schede informative, con un computer per video, suoni, racconti, con la possibilità di effettuare giochi o laboratori legati alla realtà dei Magredi. Allestito dai bambini e dalle maestre della locale Scuola Primaria è il cuore delle iniziative di valorizzazione del territorio. Da qui si può partire per le escursioni nel magredo, scegliendo uno fra i percorsi disponibili, a seconda delle difficoltà e del tempo a disposizione.

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Mulin da la Miuta

Il Mulin da la Miuta, così chiamato in ricordo dell'ultima mugnaia, si trova lungo la roggia derivata dal torrente Cellina e risale al XV secolo. Abilmente restaurato, mostra perfettamente conservati i macchinari: l'antica macina in pietra, quella più moderna a cilindri e una serie di macine a mano, in pietra, che consentono di ripercorrere il processo evolutivo dell'attività di macinazione. Si svolgono visite guidate anche animate dagli alunni della scuola, letture e attività di laboratorio. Attualmente chiuso per lavori di ristrutturazione, la riapertura è prevista per il mese di ottobre 2020.

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Chiesa di Tesis

La Chiesa parrocchiale di San Paolo, a Tesis fu costruita tra la fine del ‘700 e inizi ‘800; conserva una pregevole fonte battesimale ed una bella acquasantiera del 1529.

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Chiesa di Basaldella

La Chiesa di Basaldella, dedicata alle Sante Fosca e Maura fu eretta nel 1495; nel 1765 subì un imponente crollo e dell’antica chiesa restano l’abside ed il coro. Durante i lavori di riatto (1972-73), vennero scoperte le antiche fondamenta della nave crollata. L’edificio presenta un complesso di stili ed arti varie, dal romanico al barocco. Si conservano all’interno due bellissime pale di Gasparo Narvesa, fra cui la deposizione di Cristo dalla Croce (1616), in cui sono rappresentati l’Addolorata, il Cristo morto, i Santi Girolamo, Silvestro, Agostino e Urbano. La pala è incorniciata da una secentesca cornice in legno, opera di un artigiano carnico. L’altra pala è quella di Sant’Antonio abate con San Pietro e Santa Agata (1601). Le due pale sono stare restaurata nel 1976. Sono presenti anche un’acquasantiera in pietra viva del 1691, un battistero ancora più antico e un tabernacolo del Franceschini di Venezia.

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Chiesa Santa Maria Assunta Vivaro

La Chiesa di Santa Maria Assunta costruita nel 1870 è un elegante ed imponente edificio in stile neoclassico. L’antica chiesa sulla facciata riportava un magnifico affresco di San Cristoforo di Gian Francesco da Tolmezzo, perduto nel 1813 con l’inizio della costruzione nuova chiesa. Notevole il pavimento di inizio ‘900 sapientemente conservato e il lampadario a gocce in cristallo.

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Il Sentiero Frassati

Il sentiero Frassati (segnavia CAI 899) è un percorso spirituale ad anello di 41km con dislivello di 2400 metri (variante classica) che parte ed arriva da piazza Italia di Maniago. Sul sito www.curaticonstile.it vengono descritti sia il percorso intero originale, sia la variante breve (32km, dislivello 1590metri) che esclude la tappa ad Andreis, sia la variante "estetica" che aggiungendo soli 2 km consente di guadagnare una buona dose di bellezza (34km, dislivello 2235metri). II sentiero si caratterizza per il transito presso numerosi santuari, di cui i principali sono: il Duomo di San Mauro, Santuario della Madonna di Strada di Fanna, la Chiesa della Madonna della Stangada di Frisanco, il Monastero di Santa Maria di Poffabro, il Santuario della Beata Vergine della Salute di Pian delle Merie, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Andreis, la Chiesa di San Antonio. Lungo il percorso -che non presenta salite di particolare difficoltà- è possibile incontrare spunti spirituali legati a innumerevoli chiesette e capitelli che ne caratterizzano il decorso, oltre che assaporare il valore dell'incontro. Previo preavviso nelle modalità indicate è possibile trovare ospitalità presso il Santuario della Madonna di Strada di Fanna ed il Monastero di Santa Maria di Poffabro. Chi gode di buona forma fisica può percorrerlo in una singola tappa, mentre per chi vuole frazionarlo e goderlo su più giornate è possibile ottenere ospitalità nelle sedi indicate e quindi percorrerlo in 2 (tappa consigliata: Poffabro), 3 (tappe consigliate: Fanna e Poffabro) o 4 giorni (tappe consigliate: Fanna, Poffabro, Andreis). 

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Chiesa di Frisanco in miniatura

A Frisanco, presso  l'ex latteria, in Piazza Pognici visitando il Museo “Da li mans di Carlin - Frisanco in miniatura”, è possibili ammirare la Chiesa di Frisanco minuziosamente riprodotta in miniatura scala 1/10 da un anziano artista della Val Colvera, Carlo Beltrame (Carlin) classe 1912. All'interno sono presenti inoltre varie costruzioni in miniatura rappresentanti  le attività tradizionali  svolte in Val Colvera con annesse le strutture  quali la fabbricazione della calce, la preparazione di tavole, la carbonaia, il mulino, lo stavolo, il battiferro, la latteria, la stalla, l’uccellanda e tante altre, tutto con arredi ed oggetti funzionanti realizzati in scala 1:10.

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Santuario Madonna di Strada

Il Santuario è uno dei più antichi del Friuli Venezia Giulia; presso la chiesa passava l'unica via di comunicazione pedemontana; il guado del torrente Colvera era effettuato con l'aiuto del cavallo (chiamato allora "marcadellus"). La fama del Santuario si diffuse molto nei secoli scorsi, anche per le numerose guarigioni miracolose che vi avvenivano. L'edificio fu ricostruito più volte lungo i secoli, in seguito a guerre e terremoti.

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Centro storico Spilimbergo

Borgo di antiche origini, ebbe grande splendore nel Medioevo e nel Rinascimento. Spilimbergo conserva ancora oggi l’impianto urbano dell’epoca, con strade porticate, vicoli e piazzette, palazzi affrescati e innumerevoli opere d’arte nelle chiese. Anima di Spilimbergo è sempre stato il commercio; il cuore pulsante era la piazza Duomo, centro delle attività amministrative ed economiche.

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Castello di Spilimbergo

La storia del Castello si confonde con quella dei Signori di Spilimbergo, gli Spengenberg, famiglia di nobili di origine carinziana, fedeli all’Impero, tra le più ragguardevoli in Regione e fra quelli presenti nel Parlamento del Friuli, “ministeriales” del Patriarcato di Aquileia. Il Castello sostenne numerosi assedi nel corso delle guerre medievali tra i signori veneti e friulani, resistendo a numerosi assalti. Non è possibile ricostruire come il Castello apparisse all’epoca, poiché venne distrutto, demolito, ricostruito e ampliato più volte.

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Oratorio Santa Maria di Lourdes

Il critico tedesco Rudolf Stegers definì l’oratorio di valore sacrale pari alla chiesa di Ronchamp di Le Corbusier, e fu citato in ogni suo studio dal Reverendo Padre Frederic Debuyst come luogo emblematico per il sacrificio eucaristico, questa piccola costruzione è stata voluta da un parroco giovane Lorenzo Tesolin in una zona priva di altre strutture di raccoglimento spirituale.

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Chiesa San Antonio Abate

Orari di apertura: 15.30-17.30 per i mesi di luglio, agosto e settembre nei giorni festivi
La chiesa originale si fa risalire al XII secolo. Costruzione ad aula, con campaniletto a vela al sommo della facciata, è semplicissima all’esterno con il portale principale del 1512, opera di Carlo da Carona: Padre Eterno nell’architrave, Sant’Antonio Abate e Santa Maria Maddalena negli stipiti, quattro testine alate nel basamento. All’interno della chiesetta, il coro contiene un ciclo di affreschi, fra i più importanti del Friuli, eseguiti attorno al 1489 da Gianfrancesco da Tolmezzo.

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Duomo Santa Maria Maggiore

L’edificio che risale al 1200, è il più bel monumento della città. 
Orario di apertura: 8.30 - 19.00 tutti i giorni. Sante Messe: domenica 7.30-9.30- 11.00 - 18.00 (estivo 18.30).
Fu innalzato a ridosso dell’antica cinta muraria, di cui incorporò una torre, trasformata poi in campanile. Il 6 maggio 1976 la violenza del terremoto parve metter fine a tutto: il Duomo resistette ma riportò danni gravissimi e solo la rapida solerzia con cui fu puntellato riuscì a salvarlo dalle successive scosse del 15 settembre.

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Villa Savorgnan

La Villa Savorgnan fu costruita nella II metà del 1500, fu  residenza estiva dei Savorgnan e sede giurisdizionale del feudo. L’elegante villa con i suoi molteplici corpi di fabbrica ospita una raccolta archeologica che comprende principalmente i resti di una piccola necropoli in uso fino ai primi decenni del II sec.

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Chiesa Santa Maria Assunta

Orario di apertura: 8.30 - 18.30 tutti i giorni. Orario Sante Messe: sabato 20.00 - domenica 11.00.
La chiesa di Santa Maria Assunta di Lestans fu costruita  agli inizi del XVI secolo sui resti di un edificio precedente, probabilmente risalente ai secoli X-XI, ma citata solo a partire dal XII secolo. Il coro presenta uno dei più importanti cicli di affreschi di Pomponio Amalteo, con raffigurazioni tratte dal Vecchio e dal Nuovo Testamento.

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Chiesa di San Marco

Orari di apertura: 15.30-17.30 nei mesi di luglio, agosto e settembre nei giorni festivi. Orario Sante Messe: lunedì 8.00.
La Chiesa di San Marco è ubicata in prossimità dell’argine del Tagliamento, nel pieno della curva con la quale via San Marco si appresta a entrare nel caseggiato di Gaio di Spilimbergo. La costruzione risale al 1490, come indica la data incisa sul portale di facciata, opera dello scultore Giovanni Antonio Bassini detto il Pilacorte.

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Chiesa Santa Croce

Orario di apertura: 8.30 - 18.30 tutti i giorni. Orario Sante Messe: domenica 8.00 - 11.00.
Prima di entrare nell’abitato di Baseglia di Spilimbergo, in corrispondenza del bivio tra via dei Celti e via della Chiesa, sulla destra, avvolta dal verde, si incontra la Chiesa di S. Croce. Costruita attorno al 1500, essa presenta un impianto architettonico semplice ed equilibrato.

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Chiesa Santa Maria dei Battuti

Orario di apertura: tutti i giorni 8.30 - 18.30.
Entrati nell’abitato di Valeriano, percorsa tutta via Cesare Battisti, nell’incrocio in cui essa confluisce su via Roma (SP 1) si incontra, sulla sinistra, la Chiesa di Santa Maria dei Battuti, costruita dalla Confraternita omonima intorno al 1300, forse su una preesistenza. Nei due secoli successivi è stata oggetto di interventi di ampliamento e di modifica.La facciata attuale risale alla fine del 1400, come anche il pregevole portale, opera di Giovanni Antonio Bassini detto il Pilacorte.

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